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ERA GLACIALE

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ERA GLACIALE

Messaggio Da maurino il Lun Lug 16, 2012 2:51 pm

http://www.astronomia.com/2012/07/12/il-clima-europeo-degli-ultimi-duemila-anni-verso-unera-glaciale/

maurino

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Re: ERA GLACIALE

Messaggio Da ItalyMeteo il Lun Lug 16, 2012 7:04 pm

riporto l'articolo ovviamente la fonte è quella sopra citata da maurino

Un’ accurata e omogenea ricostruzione dell’andamento climatico degli ultimi duemila anni mostra che i periodi caldi e freddi (di ampieza più o meno comparabile) si sono ripetuti ciclicamente e il trend generale va verso un raffreddamento generale.Tutti i programmi di previsione futura vanno ovviamente riscritti.
Il gruppo del prof. Esper ha utilizzato per la ricerca pini sub-fossili della Lapponia finnica, riuscendo ad avere una visione precisa e accurata fino al 138 a.C. Per la prima volta è stato dimostrato, senza ombra di dubbio, che il trend climatico durante gli ultimi due millenni indica un lento ma continuo raffreddamento.

Il gruppo ha scoperto che i valori stimati per i periodi “caldi” del periodo romano e del medioevo erano, in realtà, troppo bassi. Questi risultati sono di grande importanza per i modelli che tentano di prevedere l’andamento del clima futuro, fondandosi solo su modelli matematici e ben poco su dati reali ed effettivi.

Furono i periodi romano e medievale più caldi di oggi? Perché questi valori sono importanti per lo studio odierno del clima? A queste domande cerca di rispondere la paleoclimatologia. Gli scienziati analizzano le evidenze indirette della variabilità climatica, come le carote di ghiaccio e i sedimenti oceanici. Tuttavia, la crescita annuale degli anelli degli alberi è il metodo più preciso per ottenere risultati di grande accuratezza.

I ricercatori tedeschi, finnici, scozzesi e svizzeri hanno esaminato il profilo di densità degli anelli di alberi presenti nella Lapponia finlandese. In questo ambiente freddo, gli alberi spesso collassano all’interno di uno dei numerosi laghi, dove rimangono ottimamente preservati per migliaia di anni.

Le misure di densità sono strettamente correlate con le temperature estive di quest’area ai confine della taiga nordica e quindi riescono a creare una ricostruzione delle temperature di qualità mai raggiunta in precedenza. In particolare, si riconoscono perfettamente i periodi caldi dell’impero romano e del medioevo, oltre che quelli freddi del “periodo di migrazione” e della piccola era glaciale.

In aggiunta a queste fasi ricorrenti di aumento e diminuzione di temperatura (a breve periodo), la nuova curva climatica mostra un fenomeno che non ci si aspettava essere così evidente: un raffreddamento continuo e indiscutibile. Per la prima volta i ricercatori hanno misurato con precisione un andamento a lungo termine che indica un abbassamento di 0.3 °C per millennio, probabilmente dovuto ai cambiamenti graduali della posizione del Sole e all’aumento della distanza della Terra dalla sua stella.

La figura mostrata di seguito non sembra, a prima vista, particolarmente significativa. Tuttavia, la variazione non è assolutamente trascurabile rispetto alla variazione terminata qualche anno fa, definita come riscaldamento globale, che rimane inferiore a 1 °C. I risultati della ricerca dimostrano che la ricostruzione sul lungo periodo mostrata frequentemente dall’IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change) ha sottostimato il continuo raffreddamento degli ultimi due millenni. Inoltre, non è riuscita a mettere in evidenza le effettive ampiezze dei periodi caldi e freddi del passato. Si noti l’estrema somiglianza tra il periodo della piccola era glaciale e quello del recente riscaldamento globale, sia per ampiezza che per rapidità di variazione (anche se di senso contrario). Stessa analogia può notarsi anche con l’inizio del riscaldamento medievale.


L’accurata e omogenea ricostruzione dell’andamento climatico degli ultimi duemila anni. Si notano molto bene i periodi caldi e freddi (di ampieza più o meno comparabile) e il trend di raffreddamento generale. Fonte: Institute of Geography, JGU.
Finalmente un lavoro serio, accurato, che usa dati omogenei. Ora la situazione climatica è decisamente più comprensibile e pone chiare basi di partenza per possibili estrapolazioni plausibili verso il futuro. Qualsiasi altro commento sulla labilità, le incertezze e la prosopopea pseudo-scientifica delle recenti previsioni a lungo termine è del tutto inutile…

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