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Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

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Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

Messaggio Da Scolari il Sab Apr 21, 2012 1:22 pm

Da alcuni anni, talvolta si sente parlare del sovrapopolamento di camosci, cervi, caprioli e sopratutto cinghiali nella regione insubrica e in alcune altre regioni della penisola Italiana, sono tutti animali tipici della fauna elle nostre latitudini, salvo il muflone, una capra di origine Asiatica che fu importata in Corsica e Sardegna, e solo agli inizi del ‘900 nella regione del versante Sud Alpino, oggi questo animale, nel 2010 nella songola regione del Varesotto si contarono circa 300 capi ma grazie al proprio adattamento alle condizioni climatiche locali, la presenza del muflone è diffusa lungo tutto il versante Sud Alpino e lungo l’area del medio-alto Tirreno. La fauna locale, delle nostre regioni presenta una svariata varietà di animali, al quale oltre a quelli sovracitati se ne aggiungono molti altri, tuttavia l’assenza prolungata di alcuni predatori tipici per le nostre latitudini favorita dalla presenza più invasiva dell’essere umano anche nelle zone di montagna, ha consentito ad un sovrapopolamenti di altre speci, quali appunto, camosci, cervi, caprioli e sopratutto cinghiali. I predatori piuttosto tipici delle nostre latitudini sono i lupi, gli orsi e le linci, il lupo popola le regioni Appenniniche, le Alpi Marittime e solo recentemente vi sono avvistamenti di singoli individui nella regione delle Alpi Vallesane e delle Alpi centrali, mentre la presenza dell’orso resta confinata nella regione delle Alpi Orientali, l’assenza del lupo è anche stata indotta appunto dalla presenza piuttosto invasiva dell’essere umano. In genere questo predatore, vive in branchi e necessita di molta tranquillità, dunque si mantiene ad una certa distanza dalle aree urbanizzate, in genere tra i lupi, quando vi è da contendersi il dominio sul branco tra due individui, si ha un combattimento dei due contendenti, il vincitore resterà il capobranco, mentre il perdente lascerà il branco per cercarne un altro dove instaurarsi, ebbene il passaggio sporadico di singoli individui in cerca di un branco, spiega il transito di singoli individui in Svizzera e sopratutto lungo il confine tra Italia e Vallese. Anche l’orso è praticamente assente in Svizzera, salvo rari avvistamente sulle Alpi Grigionesi di singoli individui provenienti dalle Alpi Austriache. La lince invece è presente in Svizzera, ma popola principalmente la regione del versante Nord Alpino e la regione del Giura, in Ticino è molto raro e proprio il Ticino la presenza quasi invasiva di cervi, caprioli e sopratutto cinghiali, è tanto da attribuirsi all’assenza di predatori tipici delle nostre latitudini. Per ovviare al problema del sovrapopolamento di alcuni animali tipici della fauna delle nostre regioni, che potrebbero incrementare oltre agli incidenti stradali (per presenza di selvagina sulle careggiate), anche danni a coltivazioni e a giardini nei centri abitati in collina, si è adottato una caccia prolungata per alcune speci appunto. Di per se la caccia stessa se per molti è solo un buon divertimento per uccidere una creatura, lo scopo assume anche un’importanza fondamentale per mantenere equilibrata la sopravivenza delle diverse speci, non garantite appunto dalla presenza di predatori, in poche parole, l’essere umano deve prendere il posto “del predatore”, proprio per questo il sovrapopolamento di alcune speci facenti parte della fauna delle nostre latitudini, viene “combattuto” con un prolungamento della caccia per queste speci. Gli animali selvatici in genere, tra qui anche i cinghiali, popolano le diverse altitudini, a seconda della stagione in cerca di cibo, la maggior parte dei cinghiali ad esempio li si possono trovare a quote piuttosto elevate, sopra i 1500 metri di quota sulla regione Alpina e pre-Alpina durante la bella stagione, per scendere fino a quote collinari verso fine autunno e in inverno ed è proprio in questi periodi che si riscontrano i danni maggiori all’interno di centri abitati anche della bassa collina o più raramente anche in pianura. Un problema analogo, lo si riscontra non solo nella Svizzera Italiana e nella regione Insubrica in generale, ma anche in altre zone della regione Alpina e della penisola Italiana, in questi ultimi anni gradualmente sia la regione Appenninica che la regione Alpina, tornano ad essere ripopolate anche dal lupo che tende a riprendere il proprio ruolo in alcune aree, anche se difficilmente potranno spingersi in alcune regioni più vicine alle aree urbanizzate. Il cinghiale è un animale indigeno in Europa e nel Nord Africa, in un’area che si estende fino all’India e il Sud-Est dell’Asia verso il Giappone, Sri Lanka, Tawand e Korea,come pure in America centrale e Meridionale. Il problema del sovrapopolamento di questo animale è presente anche in altre aree del mondo, anche in questo caso la ragione di tale fattore è da attribuirsi all’assenza dei suoi predatori naturali come già detto del lupo per quanto concerne le nostre latitudini, della tigre e del leopardo per quanto concerne altre regioni del mondo, un altro fattore che potrebbe aver favorito la propria diffusione è stato causato dalla reintroduzione di esemplari, più volte decimato e reitrodotto, l’integrazione della protezione, la regolazione della caccia o i cambiamenti nella gestione agricola, il cinghiale risulta di fatto essere tra gli animali maggiormente diffusi al mondo, questo anche graie alla propria grande e rapida capacità di adattamento alle diverse condizioni climatiche e ambiantali. Il camoscio per contro è esclusivo del vecchio continente e popola le aree montuose come la regione Alpina, i Balcani, i Carpazi e le montagne dell'Asia Minore, mentre lo stambecco è esclusivo della regione Alpina salvo recenti introduzioni in Slovenia e Bulgaria. La presenza di grandi predatori (orso, lupi e linci) presenti in quasi tutto l'emisfero Nord, in Europa è ostacolata dallo sfruttamento intensivo del territorio e dalla presenza di grandi aree urbane pertanto resistono meglio nelle aree montuose, nella penisola Scandinava e nel Nord Est Europeo.
Insomma la presenza sempre più invasiva dell’essere umano, ha influito sulla fauna presente, sia locale che globale.

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Re: Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

Messaggio Da ItalyMeteo il Sab Apr 21, 2012 1:42 pm

qui negli ultimi 2-3 anni c'è stato un bel sovrapopolamento di cervi,caprioli,cinghiali,istrici e volpi e purtroppo delle volte ci rimetti anche la macchina perchè ti attraversano all'improvviso

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Re: Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

Messaggio Da valfoss il Dom Apr 22, 2012 1:46 pm

sui monti corcostanti c'è una discreta popolazione di cinghiali, volpi e persino aquile, ma purtroppo gli incendi estivi fanno strage di questi animali.
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Re: Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

Messaggio Da Scolari il Dom Apr 22, 2012 2:18 pm

Gli incendi tante volte, sono un vero disastro per la fauna che si ripercuote a distanza di molti anni. Qui per ovviare al problema, di sovrapopolamento si è ricorso alla caccia prolungata per alcune speci, come appunto cinghiali e caprioli. Un imprecisione detta nell'articolo, gli stambecchi non sono esclusivi della catena Alpina, ma se ne riscontrano con altre speci in aree montuose dell'Asia centrale e dell'Asia Minore, la specie pyreneica è molto simile alla ibex e popola la penisola Iberica, sopratutto Meridionale.

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Re: Influenza dell'uomo sulla fauna selvatica

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